Vitamina D e riduzione del rischio di malattie croniche

La vitamina D è da sempre conosciuta per l’importante ruolo che svolge nel metabolismo del calcio. I ricercatori, però, non si sono però fermati qui e, nel corso degli anni, hanno effettuato numerosi studi per identificare il ruolo svolto da questa importante vitamina nella prevenzione di numerose malattie.

Sebbene i risultati siano stati piuttosto controversi e non sempre abbiano dimostrato l’efficacia della vitamina D nella prevenzione delle malattie croniche, la sua corretta assunzione risulta fondamentale per il mantenimento del benessere e dell’equilibrio dell’intero organismo. I benefici apportati sono numerosi; tra i tanti rientrano il rafforzamento del sistema immunitario e un minor rischio di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie neurodegenerative.

Tutto questo non deve naturalmente far pensare che più vitamina D si assume, più benefici si ottengono. Se da un lato è fondamentale evitare l’ipovitaminosi, la quale può causare, tra le altre cose, debolezza muscolare e fragilità ossea, dall’altra è altrettanto importante evitare l’ipervitaminosi. Un eccesso vitamina D può causare nausea e vomito, perdita di appetito, nervosismo, prurito diffuso e, se prolungato nel tempo, può portare a intossicazione con maggiore assorbimento di calcio a livello intestinale e modifiche nel processo di rimodellamento osseo.

Vitamina D e malattie croniche

Sebbene, come anticipato nell’introduzione, i risultati degli studi e delle ricerche effettuate risultino piuttosto controversi, si può dire che un corretto apporto giornaliero di vitamina D è in grado di mantenere in salute l’organismo e di ridurre la comparsa di svariate patologie.

Tra queste rientrano:

  • il diabete: secondo i risultati delle più recenti ricerche del Tufts Medical Center, l’integrazione di vitamina D in soggetti prediabetici è in grado di ridurre del 3,3% in tre anni il rischio di progressione dei sintomi e di comparsa di diabete;
  • le patologie neurodegenerative: diversi studi hanno dimostrato che il corretto apporto di questa vitamina è in grado di ritardare, in soggetti predisposti, la comparsa di malattie neurodegenerative come morbo di Alzheimer e morbo di Parkinson;
  • la schizofrenia: sono stati gli studiosi dell’australiana University of Queensland a individuare una correlazione tra schizofrenia e carenza di vitamina D.

Più incerti gli effetti della vitamina D per la prevenzione dei tumori.

Assumere i giusti quantitativi di vitamina D per stare bene più a lungo nel tempo

Indipendentemente dal fatto che questa vitamina sia realmente in grado di prevenire o ritardare la comparsa di particolari patologie croniche, il suo ruolo per il benessere psicofisico è certo. Per questo motivo, è fondamentale soddisfare il fabbisogno quotidiano dell’organismo attraverso il consumo di pesce, latticini e uova, nonché tramite l’esposizione ai raggi solari, principale fonte di vitamina D3.

Per quanto riguarda gli integratori, la loro assunzione può risultare utile:

  • durante la stagione invernale, quando le temperature rigide e il maltempo non permettono di prendere il sole;
  • per i soggetti sedentari, gli anziani e, in generale, per tutte quelle persone che, anche durante la bella stagione, non si espongono ai raggi UVB per un tempo sufficiente;
  • in presenza di un fabbisogno aumentato.

In ogni caso, per non rischiare di incorrere in ipervitaminosi, è sempre preferibile, prima di iniziare ad assumere integratori vitaminici, chiedere consiglio al proprio medico di fiducia.