Pericolo salmonella in un Pesto genovese bio: lotto sospetto ritirato dal mercato

Allarme salmonella per un lotto di barattoli di “pesto con basilico genovese dop senz’aglio biologico” presenti sugli scaffali di un supermercato. Il ministero della salute ha indicato, tramite il proprio sito, il lotto incriminato ed è stato prontamente ritirato dal commercio con effetto immediato. Il pesto è stato prodotto dal marchio Esselunga spa in uno stabilimento milanese.

Sospetta salmonella

Il contenitore è di 14 grammi con la scadenza il 22 febbraio 2023 ed è stato ritirato mercoledì 15 febbraio. Lo stesso ministero ha esortato i clienti che hanno acquistato il pesto sospetto di riconsegnarlo alla nota catena di alimentari e, ovviamente, di non consumarlo per ovvie ragioni. È importante sottolineare che la presenza di questo pericoloso batterio non è stata verificata, ma il sospetto è abbastanza per inoltrare le pratiche di ritiro del prodotto in questione. Altra questione da chiarire è che la possibile presenza di “salmonella spp” riguarda soltanto il singolo lotto che ha il seguente numero: pr 01/02/2023. Sostanzialmente, tutti i barattoli che non fanno parte del lotto indicato e presentano una scadenza differente da quella prima indicata, sono considerati sicuri e con nessuna possibilità di contenere salmonella.

Cos’è la salmonella? Cause, rimedi e come diagnosticarla

Ma cos’è la salmonella? È un batterio che provoca infezioni gastrointestinali. Esistono due tipologie di salmonella: quella meno aggressiva è chiamata “salmonella non-tifoide” ed è la più comune e meno pericolosa; l’altra, la cosiddetta “febbre tifoide” comporta patologie più complesse ed è frequente per lo più nei paesi poco sviluppati. Il rischio di contrarla è causata dall’ingerimento di cibi contaminati. In particolar modo, alimenti come le uova e la carne di maiale sono un’usuale causa di salmonellosi (infezione da salmonella). L’infezione da salmonella provoca disturbi di vario tipo come febbre, vomito o diarrea; può provocare effetti ancor più indesiderati (per lo più in persone con altre malattie pregresse).

Gli alimenti rappresentano la forma più diffusa per trasmettere il contagio. È un batterio che colpisce poco meno di 100 mila europei all’anno ed è un’infezione molto più comune nei mesi estivi rispetto a quelli invernali. Un metodo per contrastarla ed essere abbastanza sicuri di non ingerire cibi contaminati, è una buona cottura degli alimenti. Le alte temperature infatti riescono a distruggere i batteri che non riescono a sopravvivere. I sintomi perdurano per pochi giorni e comporta l’ospedalizzazione se a venir colpiti sono neonati o anziani.                              Per diagnosticare la salmonellosi è necessario un esame colturale delle feci, solo in tal modo è possibile osservare se l’infezione è presente. La cura, seppur si tratti di un’infezione batterica, non avviene tramite antibiotici, bensì attraverso l’assunzione di fermenti lattici che aiutano l’organismo a reagire in maniera corretta. Il riposo ed assumere molti liquidi, sono metodi utili per aiutare il corpo a reagire nel modo giusto. Solamente per i soggetti più fragili o immunodepressi che manifestano anche altri sintomi oltre quelli intestinali, c’è la terapia antibiotica.

Per ridurre il rischio di contrarre la salmonellosi è consigliabile lavarsi accuratamente le mani nella fase di preparazione degli alimenti. La contaminazione è molto semplice, quindi bisogna prestare molta attenzione anche nello sterilizzare piani cottura e posate. Un accorgimento utile è utilizzare dei guanti, lavare il cibo prima di consumarlo ed evitare la contaminazione incrociata tra i vari alimenti.