Pandemia: 1,4 milioni di test mancati per la diagnosi di tumore al seno. Ecco perché

“Nell’ultimo anno e mezzo, a causa di milioni di test non effettuati per via della pandemia da Covid-19, abbiamo perso gran parte dei benefici ottenuti in 40 anni di prevenzione del tumore al seno grazie agli screening obbligatori. Le conseguenze sulle diagnosi precoci e sull’aumento della mortalità sono gravissime”.

A lanciare l’allarme sulla mancata prevenzione è il professor Vittorio Altomare, direttore dell’Unità di Senologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e promotore di “Bicinrosa”, la ciclopedalata non competitiva organizzata dalla Breast Unit del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico con il patrocinio della Regione Lazio e il supporto di Medtronic.

I primi 5 mesi della pandemia hanno visto in Italia il crollo degli screening per i tumori: 1,4 milioni di esami in meno per la prevenzione rispetto allo stesso periodo del 2019. I ritardi nei controlli si traducono, ad esempio, in una netta riduzione delle nuove diagnosi di tumore della mammella (2.099 in meno) e del colon-retto (611 in meno) (fonte AIOM). Questi ritardi nei programmi di prevenzione secondaria possono determinare un aumento della mortalità nei prossimi anni. Tali neoplasie non sono infatti scomparse, ma saranno individuate in fase più avanzata, con conseguenti minori probabilità di guarigione e necessità di maggiori risorse per le cure”.

La prevenzione si fa anche praticando regolare attività fisica e unendo alla classica passeggiata un po’ di attività sportiva” sottolinea Altomare. Per questo “Bicinrosa” invita donne e uomini alla prevenzione puntando su 3 obiettivi-chiave: controlli continui e le giuste cure per evitare possibili ricadute; sana e corretta alimentazione, per una migliore prevenzione del tumore al seno; mobilità sostenibile, per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, principale causa di un gran numero di tumori.

Dal 2016 le Breast Unit, raccomandate dall’Unione Europea, permettono anche alle donne italiane di accedere a un’equipe multidisciplinare per ottenere cure personalizzate in caso di un tumore al seno. Un fenomeno che in Italia colpisce ogni anno oltre 54mila donne e che oggi è possibile sconfiggere con la diagnosi precoce e attraverso trattamenti chirurgici conservativi. Terapie efficaci che permettono un tasso di sopravvivenza del paziente fino all’87% a 5 anni dalla diagnosi.

Tumore del colon
 

La Breast Unit del Policlinico Campus Bio-Medico è uno dei 15 centri di Senologia individuati dalla Regione Lazio: tratta circa 250 casi l’anno, con numeri in crescita, e rappresenta una opportunità di cura e assistenza per il tumore al seno. Centro di riferimento nel Lazio per la diagnosi ed il trattamento del tumore al seno, l’unità permette alla donna di affrontare la patologia con la sicurezza di essere seguita da un team di specialisti dedicati, curata secondo i più alti standard europei e accompagnata nell’intero percorso di malattia.

Ad essa si affianca l’Ambulatorio open di Senologia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico che offre un servizio di diagnosi precoce, senza bisogno di prenotazione e dietro indicazione del medico di famiglia, e una valutazione delle donne con sospetto tumore al seno (da lunedì a giovedì dalle 9 alle 11 scrivendo a senologia@unicampus.it).