Monuril bustine: a cosa servono e quanto prenderne

Monuril bustine
Monuril bustine

Il monuril è un farmaco utilizzato per curare una serie di patologie più o meno acute, legate principalmente alle infezioni urinarie, o come sistema di profilassi per le stesse infezioni.

Lo si trova nelle farmacie ad un costo di 14,14 euro ed è molto popolare tra le donne in Italia grazie al fatto che permette di curare in tempi molto brevi parecchi casi di cistiti anche se mediante una posologia tra le più semplici.

La sua vendita richiede necessariamente la presentazione di una ricetta medica ed è anche doveroso premettere che tutti i trattamenti per i casi di cistite andrebbero, secondo noi, eseguiti esclusivamente dopo aver effettuato un antibiogramma e, comunque, sotto consiglio e controllo medico. In ogni caso, per scrupolo di completezza di questa illustrazione, riportiamo qui lo schema della posologia più utilizzato tra i pazienti che fanno uso di questo farmaco.

Gli adulti assumono in genere soltanto una busta di Monuril: esclusivamente nei casi più gravi di infezione viene concesso di ripetere l’assunzione dopo ventiquattro ore dalla prima, e cioè esattamente il giorno dopo alla medesima ora. Non ci si spaventi pensando ad una scarsa efficienza del farmaco se dovessero persistere alcuni fastidi anche successivamente all’assunzione della dose iniziale: potrebbero essere subentrati altri focolai infiammatori che potrebbero necessitare di altro tempo per avviarsi a risoluzione.

Per quanto concerne l’orario e le condizioni per l’assunzione del farmaco, si raccomanda, di norma, di assumere la dose (sciogliere la bustina in un bicchier d’acqua o nel te, in una tisana, o anche nella camomilla) nelle ore serali e dopo aver svuotato la vescica (immediatamente dopo una minzione) al fine di permettere al farmaco di apportare i propri benefici con la massima efficacia possibile. Assumere la dose immediatamente prima del sonno notturno aiuta il farmaco a raggiungere più in fretta ed a mantenersi più a lungo concentrato all’interno dell’rgano dove esso deve svolgere la sua funzione antibiotica, cioè nella vescica. Infatti poiché la sintomatologia della cistite consiste principalmente in una molto maggior frequenza della minzione, questa situazione durante lo stato di veglia non permetterebbe al farmaco di sostare per un tempo sufficiente all’interno della vescica.

Anche l’assunzione di cibo influisce negativamente sugli effetti del farmaco antibiotico in quanto ne ritarda l’assorbimento, motivo per il quale esso dovrebbe venir assunto a distanza di due ore dall’ultimo pasto, se lo si assume DOPO aver mangiato, oppure almeno di un’ora se lo si assume PRIMA di mangiare. Occorre, però, sottolineare che l’efficacia non subirebbe riduzioni da un punto di vista quantitativo ma solo un ritardo nella sua azione.

Una concentrazione nelle urine molto, ma molto elevata, viene raggiunta in circa due ore o un po’ in più, e, oltretutto, l’antibiotico prosegue la sua azione antibiotica anche dopo quarantotto ore dalla sua somministrazione.

Questo farmaco, il Monuril, risulta essere uno tra i più tollerabili, a meno che l’individuo che lo assume non sia affetto da un’allergia specifica verso il principio attivo e inoltre non procura effetti collaterali indesiderati se non in occasioni assolutamente rare. In assoluto in queste rarissime occasioni si potrebbero riscontrare:

  1. Bruciori a livello gastrico;
  2. Diarree;
  3. Nausee.

Utilizzo del Monuril da parte delle donne in stato interessante

La letteratura recita che il farmaco deve essere assunto dalle donne in stato interessante solo nei casi in cui si riscontri una reale necessità e solo ed esclusivamente sotto stretto controllo medico.

Relativamente a questo argomento si possono riportare quattro casi di bambini nati senza alcuna patologia anche in seguito ad un’assunzione del farmaco nei primi tre mesi di gravidanza, ed inoltre anche due ricerche condotte su animali in laboratori hanno dimostrato che non si produce nessun effetto negativo sul nascituro.

Quindi possiamo tranquillamente affermare che, soprattutto se preso dietro prescrizione del proprio ginecologo. Il Monuril non indurrebbe rischio alcuno alle donne che dovessero assumerlo trovandosi in stato interessante.

Utilizzo del Monuril per i bambini

Questo prodotto farmaceutico viene commercializzato anche nella sua formula pediatrica la quale presenta un dosaggio inferiore, e, nel dettaglio, un dosaggio di due grammi anziché di tre grammi. Stante il dosaggio inferiore, per la formula pediatrica son valide le stesse indicazioni formulate per i pazienti in età adulta.

Ma quale è la posologia e il modo di somministrazione? Esistono delle controindicazioni?

A cosa serve il monuril

Il monuril è un farmaco che usa come principio attivo la fosfomicina trometamolo, contenuto in quantità pari a 5,631 g in una bustina per adulti (3 g).

Le indicazioni terapeutiche principalmente riferite al monuril sono:

  • Cistite batterica acuta
  • Episodi acuti di cistiti batteriche recidivanti
  • Sindrome uretro-vescicale acuta batterica
  • Uretrite batterica aspecifica
  • Batteriuria significativa asintomatica (gravidanza)
  • Infezioni urinarie post-operatorie
  • Profilassi delle infezioni del tratto urinario negli interventi chirurgici e nelle manovre diagnostiche transuretrali

Monuril

Quanto prenderne?

Negli adulti è suggerita una busta da 3 g una sola volta, preferibilmente la sera, prima di coricarsi e dopo aver vuotato la vescica. Nei casi più impegnativi, come ad esempio può accadere nei confronti degli anziani che sono coricati a letto, o nelle infezioni ricorrenti, è possibile somministrare una seconda busta a distanza di 24 ore. Per quanto concerne invece i bambini, è possibile somministrare una busta da 2 g una sola volta.

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Una volta assunta la bustina di monuril, i sintomi clinici generalmente scompaiono dopo 2-3 giorni. Nelle infezioni acute delle basse vie urinarie, di norma una sola bustina da 2g nei bambini, o da 3g negli adulti, è sufficiente per poter determinare la guarigione dell’episodio. Nell’ipotesi di persistenza di alcuni sintomi locali, dopo il trattamento, non sono necessariamente espressione di insuccesso terapeutico, potendosi infatti riferire ad esiti di pregressa floglosi.

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Nei casi che sono giudicati come clinicamente più impegnativi (le ipotesi suddette) o nelle infezioni sostenute da germi sensibili alle più alte concentrazioni di antibiotico, possono quindi essere necessarie due dosi. “Nella profilassi di infezioni urinarie in seguito a interventi chirurgici” – si legge nel bugiardino – “ed a manovre diagnostiche transuretrali, il trattamento viene attuato di norma utilizzando due dosi di MONURIL. La prima dose va som­ministrata circa 3 ore prima dell’intervento, la seconda deve essere assunta a distanza di 24 ore dalla prima. MONURIL deve essere somministrato esclusivamente per via orale, a stomaco vuoto; preferibilmente prima del riposo notturno, dopo aver vuotato la vescica. La dose deve essere sciolta in un bicchiere di acqua (50-75 ml) od altra bevanda gradita al paziente e somministrata subito dopo la sua preparazione”.

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Controindicazioni

Non esistono specifiche controindicazioni, sebbene sia stata accertata una discreta ipersensibilità nei confronti del prodotto. Si ricorda che il farmaco deve essere assunto solo ed esclusivamente dietro indicazione e prescrizione medica, e che il monuril è adatto al trattamento di brevissima durata nelle infezioni acute non complicate. Un trattamento che sarà semplice, di efficacia pari alla terapia prolungata, ben tollerato, senza il rischio di eventuale interruzione precoce della terapia da parte del paziente al momento della scomparsa dei sintomi clinici.