Gastroenterologia

Malassorbimento, un problema di assimilazione dei nutrienti

Con il termine “malassorbimento” indichiamo una sindrome che a sua volta comprende varie patologie, che a causano, e determinano da parte del nostro organismo, insufficiente assorbimento di varie nutrienti come le vitamine, i carboidrati, l’acqua, i lipidi, i sali minerali e molti altri ancora.

Uno dei sintomi più comuni nella sindrome di malassorbimento, è la presenza di forti e continue scariche di diarrea ricca di grassi ovvero la “Steatorrea”.

Il malassorbimento della vitamina D può includere diversi fattori scatenanti che possiamo ricondurre a: insufficiente apporto tramite la nutrizione, aumentata distanza dall’equatore, ovvero dai raggi UVB, poca attività motoria, pelle scura e abuso di creme solari con protezione 15, perché blocca circa il 99% della produzione da parte della cute della vitamina D. Oltre a tali fattori anche l’aumento del fabbisogno potrebbe incidere sul malassorbimento, che può essere determinato a sua volta da un alterato assorbimento da parte dell’intestino. Malattie epatiche o renali potrebbe incidere sulla sindrome, perché compromettono la conversione della vitamina D in forma attiva.

La carenza di vitamina B12 potrebbe essere la conseguenza di un intervento chirurgico dello stomaco, oppure di un’infiammazione cronica della mucosa gastrica, che determina la progressiva perdita della componente ghiandolare. Il malassorbimento di tale vitamina potrebbe essere causato inoltre da un fattore ereditario, oppure da patologie croniche dell’intestino, come la colite ulcerosa oppure il morbo di Crohn, che comportano episodi di diarrea frequente, e chi ne soffre, non assorbe tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Il malassorbimento di tale vitamina perciò va ricercato tra le diverse patologie scatenanti, ed una volta accertata la causa, il malato dovrà eseguire tutti i consigli medici, come l’introduzione di tale vitamina mediante integratori alimentari, oppure tramite farmaci.

Il malassorbimento intestinale nei bambini

Quando il malassorbimento intestinale colpisce i bambini, questi hanno l’incapacità di assorbire tramite l’organo i nutrienti di cui hanno bisogno. Tale patologia può essere caratterizzata da diversi fattori come ad esempio le intolleranze alimentari, oppure la presenza di infezioni batteriche o virali, da infiammazioni oppure allergie. La sintomatologia va tenuta sotto controllo, perché il bambino può manifestare frequenti episodi di diarrea di colore bianco, eruttazione, anemia, meteorismo e lingua bianca lucida. Le conseguenze del malassorbimento intestinale non devono essere sottovalutate, perché a causa del malassorbimento si può provocare una condizione che comporta carenza alimentare con tutte le conseguenze per la salute del piccolo. Per questo, consigliamo alla mamma di rivolgersi tempestivamente dal proprio pediatra, se il piccolo manifesta tali condizioni.

Cos’è il malassorbimento del lattosio

Il malassorbimento al lattosio è una conseguenza all’intolleranza alimentare verso tale sostanza. Tutte le persone che ne soffrono, seguono una dieta rigida, priva non solo del lattosio ma anche dei derivati, come latte, yogurt, formaggio freschi o stagionati, mozzarella e molti altri ancora, senza essere consapevoli, che dietro a tale disturbo molto invalidante, si nasconde un’altra patologia ovvero l’intolleranza permanente al glutine, che prende il nome di “Celiachia”. Una volta eliminata anche questa sostanza, l’intestino del paziente inizia a migliorare dal punto di vista funzionale e dell’assorbimento, ed inoltre migliora anche lo stile di vita del malato. Grazie ad un esperimento, alcuni studiosi hanno eliminato il consumo glutine e lattosio da parte di alcuni soggetti, e dopo un anno circa, il test del lattosio è risultato negativo per il 70% dei pazienti sottoposti a tale esperimento. Chi soffre di malassorbimento in generale, deve consumare cibi poveri di grassi, leggeri e digeribili, e con un quantitativo di fibre inferiore a quello che prevede il fabbisogno giornaliero.

La terapia per il malassorbimento

Le terapia adeguata a curare il malassorbimento dipende principalmente dalle cause scatenanti che determinano tale disturbo. Sulla base dell’osservazione della sintomatologia e dell’anamnesi individuale, il medico prescriverà al paziente le indagini diagnostiche più adeguate. Una volta pronti i risultati e stabilita la causa scatenante, si procederà con la cura medica specifica. Possono essere richieste al paziente determinate integrazioni alimentari, che servono a colmare il deficit nutrizionale, mentre nei casi più gravi è possibile l’integrazione di determinate sostanze tramite endovenosa, ovvero nutrienti perenterale.

Quando il deficit ha coinvolto gli enzimi, potrebbe essere necessaria la supplementazione di enzimi digestivi animali, ovvero di pancreatina, oppure quella mediante enzimi digestivi vegetali come la papaina e la bromelina. In presenza di particolari intolleranze alimentari e di celiachia, ovvero intolleranza permanente al glutine, il paziente dovrà escludere determinati alimenti. Se è necessari riequilibrare la flora intestinale, molto utili possono essere le somministrazioni di antibiotici e probiotici, nei casi di malassorbimento intestinale dovuto a patologie croniche dell’organo o da disbiosi.

Quando il malassorbimento è la causa di un difetto parietale

Il malassorbimento intestinale viene chiamato anche difetto endoluminale, oppure difetto parietale. Tale disturbo è caratterizzato da un incompleto assorbimenti di determinati nutrienti da parte dell’intestino. Può essere sia generalizzato, che selettivo o parziale, ed inoltre secondo determinate malattie che interessano l’intestino tenue, oppure il pancreas esocrino, o patologie epatobiliari. Il malassorbimento parietale generalizzato si differenzia per la presenza di steatorrea, ovvero grassi nelle feci, e per la diarrea che ha un volume fecale maggiore a 250gr/die.

Le forme più gravi di tale disturbo, sono causate principalmente da patologie che hanno colpito il pancreas, nello specifico quando il 90% di questo non è più funzionante, al contrario le forme meno severe possono essere determinate da patologie che hanno colpito la bile. In base all’estensione del danno a carico dell’intestino tenue, il malassorbimenti parziale provoca deficit nutrizionale, ed inoltre non vi è nessuna modifica dell’alvo, ed i sintomi sono legati principalmente ad un deficit nutrizionale limitato a molecole che vengono assorbite da parte del sangue leso dal tenue, come il calcio, il ferro, la vitamina B12 e gli acidi biliari. Con la malattia di Hartnup oppue con il deficit lattasi, si determina il malassorbimento selettivo ovvero un difetto specifico enterocitico biochimico, come la carenza totale o parziale da parte di un trasportatore.

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