Farmaci

Lisomucil bambini: modalità di utilizzo e caratteristiche

Il Lisomucil bambini sciroppo è in commercio in due forme, quella con lo zucchero e quella senza zucchero, ed è appartenente alla famiglia dei mucolitici fluidificanti in caso di affezione acuta e cronica dell’apparato respiratorio.

Se acquistato nella sua versione senza zuccheri, potrà essere assunto anche da quei bambini che per un qualsiasi motivo si trovino a fare una dieta a basso contenuto in glucidi, tanto una dieta normocalorica che una dieta ipocalorica. Per ogni millilitro di sciroppo troveremo, fra i contenuti, la carbocisteina, che del Lisomucil bambini costituisce il principio attivo, e 20 milligrammi di eccipienti. Vediamo, nel dettaglio, quali sono questi eccipienti:

  • Rosso cocciniglia A (E 124);
  • Sodio idrossido;
  • Metile paraidrossibenzoato;
  • Maltitolo liquido.

Come agisce Lisomucil

Come abbiamo anticipato qualche riga fa, Lisomucil è un farmaco con principio attivo Carbocisteina, una molecola che è contraddistinta da una spiccata attività mucolitica e mucoregolatoria indiretta, sostenuta dalle molteplici capacità biologiche.

In particolar modo, una volta che viene assunta a livello orale e viene assorbita a livello intestinale, la Carbocisteina tende a concentrarsi in via prevalente a livello polmonare, dove può finalmente espletare le sue attività biologiche, andando a modulare la sintesi di glicoproteine e di sialoproteine, e contribuendo così a migliorare le proprietà reologiche del muco, incrementando la secrezione di cloro ed il conseguente contenuto idrico del muco.

Inoltre, in seguito all’assunzione di Carbocisteina si riscontra un aumento della sintesi di mediatori immunitari e una migliore protezione dei tessuti dal danno ossidativo indotto dalle specie reattive dell’ossigeno.

Una volta che termina la propria attività benefica per l’organismo, e dopo aver contribuito a rendere il muco meno denso e viscoso, la Carbocisteina viene eliminata prevalentemente attraverso le urine.

Somministrazione

Il Lisomucil bambini va somministrato, come per tutti i farmaci e a maggior ragione se li si deve somministrare a dei bambini, secondo le quantità e nei modi indicati dal bugiardino. Di conseguenza, e sempre fatta salva la possibilità che il nostro medico curante possa prescrivere quantità e modi diversi, dovrà essere assunto come segue:

  1. Per i piccoli pazienti che abbiano superato il quinto anno d’età: un cucchiaino da caffè per due o tre volte nelle 24 ore;
  2. Per i piccoli pazienti che si trovino in una età compresa tra i due e i cinque anni: mezzo cucchiaino (massimo uno intero) da caffè per massimo due volte nelle 24 ore.

Resta inteso, come già scritto (ma riteniamo che sia nostro dovere sottolinearlo), le quantità così come le modalità di somministrazione del Lisomucil bambini potranno essere variate, anche nel senso dell’aumento, in qualsiasi momento dal nostro medico di fiducia se egli lo riterrà necessario per una migliore gestione della guarigione del piccolo paziente.

Avvertenze e controindicazioni

Non sono, per ora, state riscontrate controindicazioni accertate per quanto riguarda lo sciroppo Lisomucil bambini. In ogni caso sul bugiardino sono riportate controindicazioni sulla base di una potenziale pericolosità. Potrebbero essere possibili casi di ulcere gastroduodenali così come potrebbe essere possibili casi di ipersensibilità nei confronti della carbocisteina, che del Lisomucil bambini è il principio attivo. Anche nei confronti degli eccipienti potrebbero presentarsi casi di ipersensibilità. A prescindere, in ogni caso, dalle possibili controindicazioni, è sempre preferibile, come consiglia appunto il bugiardino stesso, di NON somministrare lo sciroppo Lisomucil bambini a piccoli pazienti che non abbiano ancora raggiunto il secondo anno di età.

Invece per quanto attiene alle avvertenze speciali, il bugiardino, cioè il foglietto informativo, ci informa che il mucolitico potrebbe produrre una ostruzione a livello dei bronchi se viene assunto da un bambino che non abbia ancora compiuto il secondo anno di età. Questo a causa del fatto che le capacità di drenaggio dei muchi bronchiali nei bambini di età inferiore ai due anni sono alquanto limitate per motivi che attengono alla caratteristiche fisiologica delle vie respiratorie di un corpicino di meno di due anni di vita. Ecco perché si sconsiglia caldamente l’assunzione dello sciroppo al di sotto di quella fascia di età.

Una ulteriore avvertenza riguarda il fatto che lo sciroppo, nella versione CON zucchero contiene una quantità di saccarosio uguale a centoquaranta grammi per la confezione in flacone da duecento millilitri. E questo è un fattore da tenere bene in considerazione se il bambino cui lo andiamo a somministrare sia affetto da diabete o si trovi per qualsiasi motivo in regime di dieta ipocalorica. Se si segue la posologia quotidiana dei tre cucchiaini da caffè nelle 24 ore (che significa assimilare quindici millilitri di sciroppo al giorno), si assimileranno anche dieci grammi e mezzo di saccarosio nelle 24 ore, mentre la posologia prescritta per i piccoli pazienti in età compresa tra i due ed i cinque anni, e quindi di due cucchiaini da caffè al giorno, fa assimilare al bambino sette grammi di saccarosio ogni giorno. Il piccolo paziente che soffra di una ereditaria intolleranza al fruttosio, oppure di una sindrome di malassorbimento di glucosio/lattosio, oppure, ancora, un deficit dell’enzima chiamato saccarasi isomerasi, devono evitare nel modo più assoluto la assunzione dello sciroppo Lisomucil bambini. Questo è quanto riportato nel foglietto illustrativo del medicinale dal suo produttore.

Infine abbiamo ancora qualche avvertenza importante: il rosso cocciniglia, contenuto tra gli eccipienti dello sciroppo, potrebbe essere alla origine di qualche reazione di carattere allergico; è bene sapere che nella dose consigliata di cinque millilitri di sciroppo sono contenuti all’incirca 13 milligrammi di sodio.

Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati accertati dello sciroppo Lisomucil bambini sono molto rari. In ogni caso tra di essi si segnalano rash cutaneo, diarrea, nausea, mal di stomaco, vertigini. Infatti, In presenza di uno o più effetti indesiderati tra quelli sopra riportati, il medico curante potrebbe prescrivere una riduzione della posologia del farmaco. Al contrario, non è mai stato segnalato alcun caso di avvelenamento dovuto alla carbocisteina, il principio attivo dello sciroppo Lisomucil bambini.

Qualche possibile sintomo potrebbe essere rilevato in seno all’apparato gastrointestinale. Eventualmente dovesse accadere si può correre ai ripari con questa terapia: per prima cosa indurre il vomito e immediatamente dopo ricorrere ad una lavanda gastrica. Non è nota, allo stato attuale della conoscenza in merito a questo farmaco, alcuna incompatibilità tra l’impiego della carbocisteina e dei i più diffusi farmaci in commercio per il trattamento di qualsivoglia affezione delle vie aeree inferiori e superiori, e neanche incompatibilità con qualsiasi test di laboratorio o cibi ed alimenti.

Poiché in ogni caso, qui si sta trattando di un prodotto farmacologico che va somministrato sotto indicazione e stretto controllo del proprio pediatra di fiducia, ciò che noi consigliamo è sempre e comunque di comunicare molto con lui, nel senso anche di parlare apertamente di qualche eventuale sintomo avvertito dal nostro piccolo paziente per sapere se si rende consigliabile una riduzione o, addirittura, una sospensione della somministrazione dello sciroppo Lisomucil bambini.

Uso di Lisomucil in gravidanza e in allattamento

Come ogni medicinale, anche Lisomucil viene generalmente controindicato durante la gravidanza e nel successivo periodo di allattamento al seno. Non sono infatti ancora disponibili approfonditi studi che possano comprovare il profilo di sicurezza della Carbocisteina per la salute del feto.

Stando a quanto riporta il foglietto informativo, l’utilizzo di Carbocisteina potrebbe determinare la comparsa di effetti collaterali come diarrea, dolori addominali, nausea, e – ma solo in casi ritenuti più rari – reazioni dermatologiche e respiratorie da ipersensibilità.

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