L’insonnia aumenta il pericolo di infarto

Il problema dell’insonnia, secondo gli esperti, può causare problemi cardiaci anche in soggetti che non presentano altri fattori clinici preoccupanti. Come riportato dalla rivista Clinical Cardiology, dormire meno di 5 ore provoca nel 69% dei casi la possibilità di infarto. L’insonnia è il disturbo del sonno che provoca difficoltà ad addormentarsi e si manifesta per lo più in soggetti adulta.

L’insonnia è pericolosa e non va sottovalutata: lo studio

Come precedentemente annunciato, la rivista scientifica Clinical Cardiology ha condotto uno studio sull’insonnia, dimostrando che chi dorme meno del dovuto può manifestare insufficienze respiratorie. L’analisi ha coinvolto circa 150 mila persone che soffrono d’insonnia e 1 milione che non ne sono afflitte (tutti over 18). I risultati hanno manifestato un aumento del 69% del rischio d’infarto per le persone che soffrono di insonnia. La ricerca condotta ha anche stabilito che i soggetti più fragili e colpiti sono le donne, seppur di poco. La difficoltà nel riuscire ad addormentarsi è un problema serio, nel caso questa difficoltà persistesse è opportuno contattare un medico o uno psichiatra.

L’insonnia provoca un calo della qualità della vita, per via di un sonno assente e poco rilassante. Spesso le cause principali sono attribuibili a preoccupazioni lavorative che sfociano in uno stress costante, oppure disturbi d’ansia o umorali. Questa problematica può esser dettata anche da abitudini quotidiane sbagliate come un uso eccessivo di caffeina o passare troppo tempo dinanzi a schermi. Un sonno poco corretto che si verifica per brevi periodi di tempo (es. qualche giorno) è definito “disturbo acuto del sonno“. Qualora la difficoltà nell’addormentarsi si protraesse per più mesi (in genere almeno tre) si tratterebbe di insonnia.

Come combattere l’insonnia

Sconfiggere l’insonnia prevede rimedi che possono essere di natura farmacologica (nei casi più gravi) o emotiva. Alcuni consigliano di non affrontare il problema inizialmente perché, pur sembrando un controsenso, irritarsi o innervosirsi non sono altro che un aiuto a questo problema. Una cura che può aiutare a sconfiggere questo nemico invisibile è di iniziare ad assumere uno stile di vita più sano o iniziare una terapia che sia in grado di aiutare l’individuo ad isolare quei pensieri che lo tormentano. Inoltre, l’impatto che può provocare sulla persona è variabile: l’insonnia acuta è una situazione temporanea correlata ad un evento stressante; l’insonnia cronica è molto più complessa e per ovviarla è possibile anche utilizzare farmaci.

L’uso di farmaci può prevedersi solamente nei casi limite in cui ogni tentativo fatto in precedenza non sia andato a buon fine. Attenzione però, la somministrazione di sostanze per aiutare il sonno devono essere prescritte dal medico. Perciò, il modo migliore per combattere l’insonnia è ricorrere a soluzioni che non prevedano farmaci. Moltissime persone utilizzano sonniferi per favorire il sonno. Questi farmaci non sono da sottovalutare, infatti possono provocare dipendenza e conseguente crisi da astinenza. Ancora una volta, i farmaci devono essere usati con molta attenzione e sotto controllo medico. L’interruzione nella assunzione di tali sostanza non dovrà essere brusca, poiché potrebbe provocare ansia, nausea, palpitazioni ed eccessiva sudorazione.

Quindi, quante ore bisogna dormire al giorno? Le ore di sonno variano: per i neonati è consigliato un periodo di sonno che va dalle 11 alle 19 ore al giorno, per gli adulti è raccomandabile dormire tra le 6 e le 10 ore, mentre per gli anziani over 65 l’intervallo è tra le 5 e le 9 ore giornaliere. In conclusione, la quantità di sonno giusta varia soprattutto in base all’età.