La mialgia, cosa si intende con tale termine?

Mialgia è il termine medico che si utilizza per indicare il dolore muscolare. Le cause di una mialgia acuta (che cioè dura solo pochi giorni e non si protrae per settimane) includono strappi o l’uso eccessivo ed intensivo di un particolare muscolo, ma anche la presenza di infezioni ed una carenza vitaminica. Tali dolori possono coinvolgere anche i legamenti ed i tendini, elementi che collegano i muscoli alle ossa ed agli organi del nostro organismo. Nel seguente articolo tratteremo le principali cause di questo disturbo, i sintomi, ed il modo in cui vengono trattati.

I principali sintomi del disturbo

Il dolore muscolare è il sintomo principale della mialgia, a seconda della causa del dolore, il fastidio muscolare può essere lieve o grave e, in alcuni casi, debilitante. Tra i principali sintomi della mialgia possiamo annoverare: dolore muscolare profondo in una specifica area del corpo, o dolore diffuso in più zone, fastidi lievi o gravi che possono durare minuti o essere costanti, che si presentano sia durante una attività fisica che durante il riposo.

La mialgia può generare febbre o brividi se provocata da una particolare infezione, e causare al contempo un senso di affaticamento generalizzato. Può essere difficile svolgere la maggior parte delle attività quotidiane se si soffre di mialgia e se si patiscono questi sintomi, proprio per questo motivo moltissime persone afflitte da un dolore cronico dimostrano, non raramente, segni di depressione a causa dell’impatto negativo di questo disturbo sulla loro vita.

Forte dolore cervicale in un uomo over40
Forte dolore cervicale in un uomo over40 – Foto di
Kindel Media/pexels.com

Le cause della mialgia

Questo disturbo può avere molte cause diverse, nel caso del fastidio acuto, di solito, il problema è provocato dall’esercizio, ed in particolare da uno sforzo muscolare che provoca dolore, il più comune è sicuramente lo “strappo” muscolare. La mialgia cronica può essere invece il risultato di varie condizioni di salute che hanno colpito il nostro corpo e che col tempo generano anche dolori muscolari. La mialgia acuta, come asserito in precedenza, è tipicamente di breve durata e facilmente gestibile. La causa più comune è l’esercizio o lo sforzo muscolare, ma può essere anche causata da altre particolari condizioni, tra queste citiamo: una lesione muscolare, di qualsiasi entità, un forte stato influenzale, in quanto questo genera nel nostro corpo delle infezioni, la malattia di Lyme, ed anche la carenza di vitamine.

La malattia di Lyme è trasmessa da alcuni tipi di zecche, quelle appartenenti alla famiglia Ixodes, e negli stadi iniziali provoca sintomi simili a quelli di una comune influenza, ma, se non riconosciuta, col passare dei mesi può lasciare a chi ne soffre dei seri danni neurologici. Anche le vitamine giocano un ruolo importante nella salute dei nostri muscoli e delle ossa, proprio per questo motivo una carenza forte di vitamina D, ed anche di minerali come il potassio, possono causare non pochi problemi alle fibre muscolari.

muscoli infiammati - Foto di Yan Krukau/pexels.com
muscoli infiammati – Foto di Yan Krukau/pexels.com

Come si cura la mialgia?

Il dolore muscolare causato da un uso eccessivo di uno specifico muscolo o da un infortunio può essere ridotto senza l’ausilio di medicinali attraverso del semplicissimo riposo, o assumendo degli antidolorifici o dei farmaci antinfiammatori non steroidei, o FANS. Un’altra strategia molto utile è quella che viene denominata RICE, dalle iniziali, in lingua inglese, delle pratiche che caratterizzano questo metodo di recupero. Entro i primi tre giorni dall’infortunio, infatti, stando a molti medici, tale pratica, che consiste in riposo e nell’applicazione di impacchi di ghiaccio sulle zone doloranti, riduce di molto l’infiammazione ed i fastidi muscolari.

Nello specifico il ghiaccio andrebbe poggiato sul muscolo per venti minuti ogni volta, questo anche per quattro o cinque volte al giorno. Potrebbe essere utile anche comprimere la zona interessata con un leggero bendaggio, la pressione infatti aiuta a limitare i segni del gonfiore. Nel caso in cui il dolore sia legato ai piedi o alle gambe è importante anche tenere alzata la zona in questione. Nel caso di distorsioni alle caviglie, ad esempio, è importante che il piede sia disteso e rialzato rispetto al resto del corpo. Quando il dolore, nonostante l’ausilio di medicinali, continua per più di tre o quattro giorni, è sempre bene contattare il vostro medico di fiducia, in particolare se il fastidio è accompagnato da febbre, influenza, o improvvise eruzioni cutanee.

Come si diagnostica questo disturbo?

Risulta importante capire le cause che hanno scatenato il problema al fine di evitare che questo possa manifestarsi nuovamente in futuro, ed ecco l’importanza che la diagnosi ha in ambito medico. Lo specialista potrebbe consigliare al paziente di parlare dei vari problemi fisici, ed infortuni, avuti nel corpo della vita per farsi un’idea iniziale della salute del fisico dell’individuo che si trova di fronte, e successivamente potrà prescrivere anche esami più specifici. Gli esami del sangue, ad esempio,  potrebbero mostrare anche la presenza di danni muscolari, la presenza di infezioni in corso, infiammazioni, ecc. In alcuni casi i medici consigliano al paziente che continua a sentire male dopo un buon periodo di tempo di effettuare una risonanza magnetica, che aiuterà sicuramente a capire le cause scatenanti del problema.