Integratori di vitamina D: quando e perchè assumerli

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La vitamina D è un indispensabile supporto per la salute del nostro organismo. Un supporto che dovrà essere acquisito nel giusto equilibrio (considerato che è nocivo assumerne troppo poca, ma è altresì nocivo assumerne troppa!) e che può essere fornito all’organismo attraverso un congruo mix tra l’assunzione per via alimentare, e quella per via solare, in seguito all’esposizione ai raggi UVB.

Ma cosa succede quando le dosi di vitamina D acquisite dal nostro organismo sono scarse? E come poterle integrare attraverso prodotti specifici? Cerchiamo di fare un pò di chiarezza, in termini semplici e concreti.

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Come assumere vitamina D

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La vitamina D è generalmente assunta attraverso fonti alimentari. Tuttavia, si può ricordare come le fonti alimentari di vitamina D non siano presenti in ampissimo numero in natura, e comprendano principalmente degli alimenti fortificati (cereali) o ricchi di grassi animali (burro, latte intero, pesci grassi, oli di pesce, e così via).

Da quanto sopra ne deriva che per alcuni soggetti (si pensi ai vegetariani) l’apporto di vitamina D potrebbe non essere sufficiente per raggiungere il picco di “ideale”. Fortunatamente, arriva in sorccorso – senza pertanto dover ricorrere necessariamente a specifici integratori – l’esposizione ai raggi UVB, alla luce solare.

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Anche in questo secondo caso, si deve tuttavia tenere in considerazione che l’efficacia dell’esposizione è ridotta principalmente dal pulviscolo atmosferico e dalle creme solari, che quando hanno un fattore di protezione superiore a otto, possono arrestare quasi completamente l’assimilazione. In ogni caso, considerato che la crema solare non è applicata su tutta la superficie, e che non viene riapplicata con la costanza richiesta, è probabile che una discreta esposizione al sole possa fornirvi la vitamina D di cui avete bisogno.

Ma cosa accade quando le fonti alimentari e l’esposizione al sole non è sufficiente per fornire tutta la vitamina D di cui avete bisogno?

Integratori di vitamina D

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In questo caso, giungono in soccorso gli intergratori di vitamina D, assimilabili in due diverse forme: la D2 (ergocalciferolo, di origine fungina e vegetale) e la D3 (colecalciferolo, di origine animale). In tutte le ipotesi, ricordate di parlare sempre e comunque con il vostro medico della possibilità di assumere specifici integratori.

Vi sono ad esempio alcune categorie di persone che richiederanno una maggiore quantità di integrazione, come le donne nel periodo postmenopausale, così come vi sono alcune accortezze che il vostro medico potrebbe suggerire (in alcune ipotesi sarà l’utilizzo congiunto di questi integratori potrà essere affiancato a un trattamento con corticosteroidi al fine di prevenire l’osteopenia di tipica induzione in seguito all’assunzione di tali farmaci).

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Altre ipotesi che potrebbero richiedere l’assunzione di tali integratori sono l’osteomalacia, il rachitismo, l’ipofosfatemia familiare, la sindrome di Fanconi, la psoriasi, dolori e debolezze muscolari e così via.

Si ricorda infine che oltre alle carenze alimentari, alla ridotta capacità di assorbimento intestinale e alle patologie renali croniche, la carenza di vitamina D potrebbe essere favorita da una carnagione molto scura (la melanina ostacola la sintesi cutanea), allergia al latte, dieta vegana, intolleranza al lattosio, obesità.

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