Otorinolaringoiatria

Infezioni dell’orofaringe, quando batteri e funghi possono essere molto pericolosi

Le infezioni dell’orofaringe sono dei disturbi che possono insorgere con una notevole frequenza e spesso vengono provocati da dei batteri o funghi.

Nella maggior parte dei casi, la via di penetrazione più semplice e rapida per le infezioni del cavo orale è rappresentata dalle microferite gengivali che vengono causate da leggeri traumatismi nel corso della masticazione. In altri casi, è la vera e propria fragilità del tessuto gengivale a favorire lo sviluppo di queste tipologie di infezioni. In alcune persone, come ad esempio quelle che soffrono di diabete, tale sistema di penetrazione è sicuramente reso più semplice per via della minore resistenza tissutale e una più ridotta efficienza del sistema immunitario che caratterizza questi pazienti.

Tra le varie malattie che possono insorgere a carico dell’orofaringe troviamo sicuramente le masse tumorali, ma anche l’apnea ostruttiva durante il sonno. Tra le varie cause che possono portare ad un tumore dell’orofaringe troviamo sicuramente il fumo di tabacco, un consumo eccessivo di bevande alcoliche, una dieta carente di vitamina A e una scarsa igiene orale, con una ridotta cura della dentizione.

Le infezioni dell’orofaringe e il tumore alle tonsille

Tra le infezioni dell’orofaringe troviamo sicuramente anche il tumore alle tonsille, che corrisponde ad un neoformazione maligna, che ha la particolare e pericolosa tendenza a provocare la formazione di metastasi. Inizialmente tale patologia non comporta alcun segnale o sintomo, mentre quando si trova ad uno stadio più avanzato può causare un dolore continuo sia nel corso dell’atto di deglutizione che quando non si deglutisce, ma può causare anche tumefazione indolore che colpisce i linfonodi della zona cervicale. Piuttosto di frequente, in queste occasioni, una possibile complicazione è legata al versamento che si verifica nell’orecchio dal medesimo lato. Successivamente possono manifestarsi anche tanti altri problemi semplicemente nell’apertura della bocca, così come mangiare il cibo. Nel caso in cui tali sintomi dovessero protrarsi per diverso tempo, si consiglia di consultare immediatamente il proprio medico che provvederà a consigliare tutti gli accertamenti e gli esami del caso.

I primi sintomi del tumore alla gola

Nella maggior parte dei casi, tra i primi sintomi e segnali legati al cancro della gola troviamo certamente la raucedine. Quest’ultima rappresenta l’alterazione del tono della voce. Si tratta di un segno legato un po’ a tutte le tipologie di cancro alla gola, ma si manifesta in modo particolarmente intenso nei tumori che vanno a colpire la laringe. Un altro sintomo molto diffuso è rappresentato dalla tosse, così come da una notevole difficoltà nella deglutizione.  Nella maggior parte dei casi quest’ultimo segnale insorge soprattutto provocando dolore mentre il paziente sta consumando cibo a tavola.

Tra gli altri segnali troviamo sicuramente un dolore notevole che colpisce le orecchie, ma anche un mal di gola continua, con il paziente che può avvertire piuttosto di frequente anche la sensazione di avere un corpo estraneo in gola. Infine, si può notare spesso una notevole perdita di peso, che è strettamente correlata con i disturbi di deglutizione, che non permettono al paziente di mangiare in base alle proprie necessità. Senza ombra di dubbio spesso possono insorgere anche delle difficoltà per quanto concerne la respirazione: possono essere avvertite specialmente nel momento in cui la massa tumorale va ad ostruire in qualche maniera il percorso compiuto dall’aria per arrivare al tratto faringo-laringeo. Un altro sintomo diffuso è rappresentato dai linfonodi sul collo, che assumono delle dimensioni decisamente più elevate.

Tasso di sopravvivenza del tumore alla gola

Prima di tutto è necessario mettere in evidenza come i tumori alla gola si possono curare in circa il 90% dei pazienti quando la diagnosi avviene con tempistiche precoci. Nel caso in cui il cancro abbia cominciato a diffondersi ai tessuti che si trovano tutto intorno o ai vari linfonodi presenti all’interno del collo, ecco che la percentuale di guarigione si abbassa al 50-60%. Quando, invece, il cancro ha cominciato a provocare la formazione di metastasi in altre zone dell’organismo lontane rispetto alla gola, allora il tumore non è più curabile in alcun modo.

Il trattamento, in questi casi, ha unicamente l’intento di allungare il più possibile la vita del paziente e renderla migliore. In seguito al trattamento, capita nella maggior parte dei casi che i pazienti abbiano la necessità di seguire un’ulteriore terapia per riprendere la capacità di esprimersi a parole, ma anche di deglutire. Solamente una percentuale molto ridotta di pazienti (nel 5% dei casi), non riuscirà più a deglutire e dovrà ricevere l’alimentazione mediante un sondino. Per quanto riguarda il cancro alla laringe, il tasso di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, quando siamo agli stadi iniziali, è pari a circa l’80-95%, esattamente come quando si esegue la radioterapia (80-90%).

In seguito ad un’operazione chirurgica, invece, la sopravvivenza a cinque anni per un tumore alla gola al primo stadio si aggira intorno al 90-95%. Il tasso cambia e si riduce al 65-85% quando il trattamento del cancro al secondo stadio è attuato mediante radioterapia. Il tasso di mortalità, come si può facilmente intuire, scende notevolmente quando il cancro è diagnosticato agli stadi superiori. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni, infatti, si riduce al 50-60% al terzo stadio, mentre al quarto stadio, quello finale, si abbassa ancora fino al 30%.

L’anatomia

L’orofaringe è quella parte del corpo che va dal confine tra il palato duro e molle al confine che si trova all’interno della vallecula glossoepigottica. L’orofaringe è formata da una parte superiore, che include la zona inferiore del palato molle e il velo pendulo, due pareti ai lati, in cui sono collocati i pilastri tonsillari anteriore e posteriore che comprendono un’area triangolare in cui si trova la tonsilla e subisce una delimitazione in basso da parte del solco amigdalo-glosso; una parete anteriore, che è formato dal terzo posteriore della lingua e dalle vallecule, ma anche una parte posteriore, che è formata dal piano mucoso e dai muscoli prevertebrali. Esattamente come la cavità orale, anche l’orofaringe può contare su un completo rivestimento dalla mucosa all’epitelio pavimentoso, da cui proviene circa il 90% dalle neoplasie maligne che colpiscono tale parte del corpo. Circa il 15% dei tumori di natura maligna che colpiscono il palato molle corrisponde a dei carcinomi salivari mucoepidermoidi o adenoidocistici.

Tags

Articoli correlati

Back to top button
Close