Disturbi del sangue

Granulociti neutrofili: cosa sono, a cosa servono e quando si può parlare di neutropenia

I granulociti neutrofili sono la prima linea di difesa dell’organismo contro gli “invasori” esterni, e rappresentano il principale tipo di cellule coinvolte nelle infiammazioni acute e in alcune forme di infiammazione cronica.

L’importanza dei granulociti neutrofili nella difesa batterica è mostrata da pazienti che hanno difetti ereditari nella funzione dei neutrofili e sono inclini a infezioni ripetute e spesso letali. I neutrofili sono i leucociti più diffusi nel sangue, e costituiscono tipicamente più del 50% di tutti i leucociti del sistema ematologico.

Durante l’infezione batterica, la percentuale di granulociti neutrofili può aumentare fino all’80% o più. Al contrario, le concentrazioni tissutali dei neutrofili durante i periodi di omeostasi sono piuttosto basse, ma aumentano localmente in risposta all’infezione o ad altri fattori scatenanti.

I neutrofili possono essere considerati cellule di sorveglianza che attraversano il flusso sanguigno, analizzando le infezioni dei tessuti o altri eventi infiammatori. Sfortunatamente, la capacità dei neutrofili di distruggere organismi estranei è accompagnata in alcune circostanze da una capacità di distruzione del tessuto ospite.

A cosa servono

La funzione principale dei granulociti neutrofili è certamente quella di catturare e di distruggere le sostanze che il nostro corpo percepisce come estranee. Per lo farlo, queste cellule generalmente fagocitano le sostanze esterne, o attivano un meccanismo di formazione di NET.

Maturazione e morfologia

I neutrofili maturano nel midollo osseo in circa 2 settimane. Nella prima metà di questo periodo, le cellule progenitrici dei neutrofili subiscono sei divisioni e si differenziano dai mieloblasti attraverso i promielociti ai mielociti neutrofili.

I mieloblasti sono cellule con un nucleo grande rispetto al citoplasma circostante, che non contiene alcuno o pochi granuli. Nello stadio promielociti si formano i granuli azurofili, mentre i granuli specifici si formano nello stadio mielocitico. Poiché le divisioni cellulari si verificano ancora dopo l’arresto della formazione di granuli azurofili, questi granuli sono distribuiti sulle cellule figlie e sono integrati con granuli specifici formati attivamente durante questa fase. Il rapporto finale tra azurofili e granuli specifici nei neutrofili umani è di circa 1:2.

Gli stadi successivi di differenziazione dei neutrofili comprendono metamielociti, forme a banda e cellule segmentate. Come indicano i nomi, questi stadi sono caratterizzati dall’aspetto tipico del nucleo di neutrofili. Le divisioni non hanno luogo durante questo periodo.

Circa il 60% di tutte le cellule nucleate del midollo osseo appartiene alla serie mieloide. Di fatti, il midollo osseo comprende un pool di riserva di neutrofili maturi che contiene circa 20 volte il numero di neutrofili in circolazione. In condizioni normali queste cellule vengono rilasciate nel sangue 2 giorni dopo l’apparente completamento della loro maturazione.

Durante le infezioni queste cellule vengono però rilasciate prima, insieme alle forme a banda: la comparsa di neutrofili immaturi nel sangue si riflette in una minore reattività chemiotattica di queste cellule.

I neutrofili circolano solo per 6-10 ore; successivamente, si spostano verso i tessuti, dove rimangono attivi per 2-6 giorni. Il sito di apoptosi dei neutrofili e distruzione da parte dei macrofagi tissutali non è noto.

Asma

I granulociti neutrofili sono abbondanti nelle secrezioni delle vie aeree sia in soggetti sani che in quelli asmatici. I neutrofili delle vie aeree non sono elevati nell’asma lieve o moderata, ma sono tipicamente elevati nelle esacerbazioni più gravi dell’asma e dell’asma. Inoltre, il numero di neutrofili è correlato inversamente con le misure del flusso d’aria nell’asma.

Non è noto se questa associazione dei neutrofili con un basso flusso d’aria sia causale, perché non sono stati usati trattamenti specifici. I possibili meccanismi attraverso i quali i neutrofili potrebbero abbassare la funzione polmonare nell’asma includono lo stress ossidativo mediato dagli stessi, l’attivazione neutrofila-proteasi-mediata delle cellule epiteliali delle vie aeree, o la degranulazione delle cellule del calice mediata da proteasi dei neutrofili.

I granulociti neutrofili possono non avere sempre un ruolo patogeno nell’asma. Per esempio, il numero di neutrofili può aumentare notevolmente nelle vie aeree in asma acuta grave, dove possono avere un ruolo benefico. In particolare, si ipotizza che l’elastasi neutrofila possa digerire i polimeri delle mucine per promuovere il turnover delle mucose, un importante passo di recupero nell’asma acuta.

Neutropenia

Si suole parlare di neutropenia quando il numero di granulociti neutrofili – che come abbiamo visto rappresentano la tipologia di globuli bianchi più diffusa – scende al di sotto del limite inferiore di normalità, pari a 1800 per millimetro cubo (o microlitro).

Bisogna in tal senso fare attenzione a non confondere la neutropenia dalla granulocitopenia, che è il calo dei granulociti, compresi anche gli eosinofili e i basofili, e ancora dalla leucopenia, che è invece un calo generale dei leucociti.

Si tenga conto che i granulociti neutrofili in un soggetto adulto sono compresi in una misura oscillante tra i 1.400 e i 7.700 per microlitro di sangue, e che comunque questi valori sono molto variabili, anche per fattori di natura genetica. Per esempio, nei soggetti di pelle nera, il valore è generalmente inferiore, e oscillante tra 1.200 e 6.600 per microlitro.

Per quanto concerne le cause della neutropenia, si suole distinguere una forma congenita da una forma acquisita. Tra questa seconda forma – cioè, che non si eredita ma sorge dopo la nascita – le cause più frequenti sono da ricercarsi nell’assunzione di farmaci o in infezioni di natura virale.

Per quanto attiene ancora i farmaci, la chemioterapia antitumorale è generalmente in grado di provocare una diminuzione prevedibile del numero dei granulociti neutrofili più o meno grave, tanto che se il numero scende al di sotto della soglia dei 1.000 per microlitro, esiste un maggiore rischio di infezioni, anche gravi.

Sul fronte delle infezioni virali, quelle che determinano un brusco calo dei neutrofili sono generalmente l’epatite, il morbillo, la varicella, la mononucleosi, l’influenza, la rosolia.

Altre cause più rare sono riconducibili agli autoanticorpi, alcune infezione batteriche, stati di malnutrizione, alcolismo, malattie del sangue, sottoposizione a raggi X.

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