Farmaci

Giasion antibiotico: addio alle faringo-tonsilliti ed alle sinusiti

Giasion è un farmaco indicato nel trattamento di faringo-tonsillite, bronchite cronica, polmonite acquisita, sinusite mascellare acuta, infezioni moderate della pelle, ferite infette, ascessi, follicolite, foruncoli ed impetigine bollosa. Prima della somministrazione di tale farmaco, è necessario prendere in considerazione le linee guida che riguardano l’utilizzo appropriato degli agenti antibatterici.

In commercio si può trovare in diverse formulazioni. Si tratta della confezione da 200 mg in compresse rivestite con film. La seconda versione è da 400 mg sempre in compresse rivestite con film.

Come tutti i farmaci, anche il Giasion ha delle controindicazioni che riguardano l’ipersensibilità ad uno o più principi attivi o ad una qualsiasi cefalosporina. I pazienti intolleranti o allergici alla caseina, devono sapere che il farmaco contiene al suo interno sodio caseinato. Se dopo la somministrazione di farmaci con principio attivo beta-lattamico si sono manifestate reazioni di ipersensibilità immediata o grave anche verso la penicillina, il paziente non deve assumere tale farmaco. In carenza di carnitina primaria, tutti i farmaci che contengono pivalato, cefditolen e pivoxil, non devono essere somministrati. In base alla gravità della patologia da trattare e alle condizioni generali del paziente varia anche il dosaggio farmacologico.

A cosa serve

Questo farmaco viene impiegato per andare a trattare quelle infezioni che vengono causate da parte di microrganismi sensibili. Si fa riferimento, di conseguenza, alla faringo-tonsillite nella forma acuta, ma anche alla sinusite mascellare acuta. Tra le altre possibili indicazioni terapeutiche di questo medicinale troviamo la polmonite. Così come si usa per le nfezioni non particolarmente complesse che colpiscono la pelle. Si tratta ad esempio di ascessi, ferite, foruncoli e follicolite. Inoltre, è adatta anche alla cura dell’esacerbazione acuta della forma cronica della bronchite.

Posologia

È il medico curante che deve consigliare la dose migliore in base alle condizioni e alle caratteristiche del paziente. La posologia varia in base alla gravità dell’infezione e anche in relazione ai microrganismi che l’hanno causata. Le compresse devono essere sempre inghiottite insieme ad un bicchiere d’acqua, evitando di masticarle o di romperle. L’assunzione delle compresse deve avvenire nel corso dei pasti. Nelle persone adulte e negli adolescenti (che hanno almeno 12 anni), la posologia cambia in base all’infezione che bisogna trattare. Nel caso della faringo-tonsillite acuta, della bronchite e infezioni non complesse della pelle si consiglia una compressa da 200 mg ogni 12 ore per due settimane. Per quanto riguarda la cura della bronchite la durata del trattamento sale a due settimane. Invece, nella cura dell’esacerbazione acuta della bronchite cronica si passa solamente a 5 giorni di terapia. Questo medicinale, invece, non è consigliato nei bambini che hanno meno di 12 anni. Nelle persone anziane, è necessario modificare il dosaggio solamente nel caso in cui il paziente soffra di insufficienza renale moderata o grave.

Avvertenze

Prima di cominciare un trattamento a base di questo farmaco è necessario valutare bene quali siano le precedenti reazioni di ipersensibilità del paziente rispetto alle cefalosporine, alle penicilline, al cefditoren nonché ad altri principi attivi che siano beta-lattamici. Particolare prudenza deve essere prestata con tutti quei pazienti che soffrono spesso di diarrea. Nel caso in cui questo sintomo dovesse insorgere nel corso della terapia, allora è bene interromperla immediatamente. Bisogna bloccarne subito l’assunzione soprattutto nel caso in cui sia in forma grave e associata a sangue. Altrettanta prudenza deve essere praticata nell’usare questo farmaco con pazienti che hanno sofferto o soffrono di patologie gastrointestinali, come ad esempio la colite. In tutti coloro che soffrono di una forma grave di insufficienza renale, la posologia del farmaco deve essere necessariamente ridotta, per evitare possibili complicanze, come ad esempio le convulsioni.

Giasion in gravidanza

Le ricerche e gli studi che sono stati effettuati sugli animali non hanno messo in evidenza dei particolari effetti negativi diretti o meno sulla gravidanza. Allo stesso modo non sono stati rinvenuti effetti negativi sulla crescita del feto, compreso lo sviluppo in seguito al parto. Non ci sono sufficienti informazioni per garantire la totale affidabilità e sicurezza del farmaco se assunto durante la gravidanza, così come nel corso dell’allattamento. Ecco spiegato il motivo per cui questo medicinale non viene consigliato sia a donne in gravidanza che durante la fase di allattamento.

Effetti indesiderati

Tra gli effetti collaterali che possono insorgere con la maggiore frequenza nel corso del trattamento troviamo sicuramente dei disturbi a livello gastrointestinale. In gran parte delle ricerche e degli studi clinici, è la diarrea il sintomo collaterale più frequente, che è insorto in ben il 10% dei pazienti seguiti. Questo effetto collaterale è comparso più spesso con il dosaggio da 400 mg rispetto a quello da 200 mg due volte al giorno. Tra gli effetti collaterali poco comuni troviamo glossite, singhiozzo, nausea, dolore addominale, costipazione. Tra quelli estremamente rari ci sono mialgia, nefrite, dolore della cavità renali e incontinenza.

Sovradosaggio

Fino ad oggi non è stato riscontrato nemmeno un caso di sovradosaggio. I sintomi di un uso eccessivo di questo farmaco teoricamente ricalcano quelli di altre cefalosporine. Si tratta principalmente dell’irritazione cerebrale, che può provocare delle convulsioni. Nel caso in cui il paziente abbia assunto un dosaggio del farmaco troppo elevato, il trattamento necessario da seguire è la lavanda gastrica. Il paziente dovrà essere costantemente seguito e tenuto sotto controllo, ma deve anche seguire una terapia corretta sintomatica e di supporto. Il cefditoren pivoxil, inoltre, si può espellere, anche se solo in modo parziale, mediante l’emodialisi.

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