Gastroenterologia

Gastroenterite acuta, infiammazione di chiara origine infettiva

La gastroenterite acuta, è una patologia che determina infiammazione del tratto gastrointestinale, coinvolgendo anche lo stomaco e l’intestino tenue. Quando ad essere coinvolto è anche l’intestino crasso, la malattia prende il nome di gastroenterocolite.

Le infezioni gastrointestinali possono essere provocate da un gran numero di agenti patogeni. Il contagio si verifica da persona a persona mediante il contatto diretto. Quindi, attraverso il contatto mani-bocca con persone che hanno già sviluppato l’infezione oppure ne sono portatori. Tra questi soggetti è necessario anche comprendere gli animali domestici. Soprattutto quando l’animale domestico è malato oppure è portatore, il virus si trasmette per via diretta, altrimenti per via indiretta quando ha bevuto o consumato qualcosa che era già stato precedentemente contaminato da parte del virus.

L’infezione gastrointestinale si può trasmettere quando le mani o la bocca vengono a contatto con delle superfici o degli oggetti che rappresentano un mezzo di infezione di agenti patogeni. In base a quanto riportato dal Ministero, il virus che più di frequente si diffonde tra le persone prende il nome di shigella o rotavirus. Il virus da clostridium difficile, invece, si trasmette molto più facilmente in tutti quei soggetti che sono in cura da tanto tempo con farmaci antibiotici.

Questi ultimi, infatti, con il passare del tempo possono causare l’eliminazione della flora batterica intestinale e rendere più semplice la diffusione dei batteri, visto che si abbassano notevolmente le difese immunitarie. Tra gli altri mezzi di trasmissione troviamo sicuramente l’ingestione di cibi e alimenti che sono stati contaminati da parte della salmonella.

Nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni legate al consumo di uova o di altri cibi realizzati con uova crude, ma anche carni di maiale o pollo che non sono state cotte bene. Oppure anche in caso di pollame o di latte non pastorizzato. Tra gli altri batteri che stanno avendo un’importante diffusione in Italia, troviamo indubbiamente l’escherichia coli enteroemorragico, che solo da poco tempo viene associato al consumo di germogli. L’altro batterio che presenta una notevole diffusione negli ultimi tempi è il colera, provocato dal consumo di frutti di mare crudi o poco cotti.

Nel caso in cui la febbre sia particolarmente alta, oppure i sintomi si protraggono per oltre due giorni, oppure quando si presentano nuovamente dopo una cura, allora è necessario chiedere un consulto immediato con il proprio medico curante. Infatti, in questi casi, la problematica a livello gastrointestinale potrebbe essere decisamente più seria.

Nel caso in cui il paziente abbia riscontrato la presenza di sangue o muco all’interno delle feci, oppure tra i sintomi ci sia anche il vomito ematico, allora ciò potrebbe comportare un’importante emorragia interna e di conseguenza è fondamentale recarsi il prima possibile al pronto soccorso.

Quali sono le possibili cause

Ci sono davvero numerose tipologie di gastroenterite: diverse volte l’origine è infettiva, mentre in casi deriva dall’ingestione di tossine che vengono prodotte da dei batteri. Le gastroenteriti infettive insorgono con notevole frequenza e tra i tipi più diffusi troviamo sicuramente la diarrea estiva, la diarrea del viaggiatore, la diarrea infantile, l’influenza intestinale. In altri casi può derivare dall’azione di vari batteri, virus o batteri. Ad esempio, il batterio denominato Salmonella typhimurim si caratterizza per causare in circa tre casi su quattro dell’avvelenamento da cibi contaminati.

Le gastroenteriti non infettive comprendono il botulismo e la stafilococcica: in questi casi le cause derivano dalla diffusione di tossine della cui produzione si occupano dei batteri, che riescono a rimanere all’interno degli alimenti nonostante la cottura. In alcuni casi, la gastroenterite non infettiva può definire anche da un’allergia: in questo caso sono molto diffuse le allergie derivante dal consumo di crostacei.

Quali sono i principali sintomi

Tra i sintomi più diffusi che vengono causati dalla gastroenterite acuta sono correlati strettamente con le reazioni dell’ nei confronti dei veleni, delle tossine prodotte dai batteri o dai microrganismi che sono finiti all’interno del corpo. L’apparto digerente, infatti, prova in tutti i modi a far fuoriuscire tutto ciò che può risultare nocivo tramite diarrea e vomito.

I sintomi sono legati soprattutto a quanto è grave la patologia. A volte possono manifestarsi in modo talmente intenso da causare addirittura un collasso, mentre in altri casi sono piuttosto lievi, al punto tale da paragonarsi ad un disturbo passeggero.

La gastroenterite infettiva e non infettiva possono causare in contemporanea sia diarrea che vomito, oppure prima vomito e, nei giorni che seguono, solamente diarrea. In tanti casi l’addome si mostra al tatto particolarmente gonfio e dolente e tra i sintomi più diffusi troviamo certamente anche i crampi. All’interno delle feci si può trovare del muco o sangue, oppure presentare un aspetto anormale. Nelle gastroenteriti infettive piuttosto di frequente insorge anche la febbre.

Come si può trattare

La cura di questo tipo di gastroenterite, nella maggior parte dei casi, prevede esclusivamente il riposo e l’assunzione di un’unica soluzione che vada a garantire un’adeguata reidratazione all’organismo. Quest’ultima serve necessariamente per riequilibrare la perdita di liquidi connessa ai principali sintomi, ovvero sia alla diarrea che al vomito.

In alcuni casi, il medico può decidere di prescrivere al paziente l’assunzione di carbone attivo e di un antisettico naturale. Nel caso in cui la gastroenterite insorga in una forma particolarmente grave (in modo specifico quando va a colpire bambini molto piccoli oppure gli anziani, che hanno maggiori probabilità di incorrere nel problema della disidratazione), allora può essere necessario anche il ricovero in ospedale. Ad ogni modo, di solito non viene prescritta una cura a base di farmaci antibiotici, a meno nel caso in cui il paziente sia particolarmente debilitato.

Il trattamento, in ogni caso, è legato a quanto è grave la patologia. In alcuni casi, infatti, si rende necessario seguire una terapia antibiotica, mentre altre volte non servono a nulla. Nei casi più gravi si può anche ricorrere al ricovero in isolamento, fino al momento in cui tre esami delle feci di fila non diano riscontri positivi circa la presenza o meno della patologia nel paziente.

Come si possono prevenire queste infezioni?

Per la prevenzione delle infezioni a livello gastrointestinale che vengono provocate da dei batteri, così come da virus e parassiti intestinali, è necessario seguire attentamente alcune regole. Si tratta di semplici suggerimenti a livello comportamentale. Ad esempio, è bene lavare piuttosto di frequente le mani e in ogni caso dopo essere andati al bagno, così come prima di mettersi a tavola oppure prima di cucinare. Nel caso in cui in casa ci sia una persona che stia soffrendo di vomito e diarrea, si consiglia sempre di pulire e disinfettare le superfici del bagno. Prestate la massima attenzione anche nella conservazione del cibo in modo corretto. Inoltre, si consiglia di evitare di consumare carne, insalata o delle salse nel caso in cui siano rimaste fuori dal frigo per oltre due ore. La temperatura del frigorifero va sempre conservata tra 1 e 4 gradi.

Il consumo della carne deve essere sempre con la cottura prolungata, soprattutto quando non si hanno molte informazioni circa la provenienza. Le uova curde non dovrebbero essere mangiate, così dolci e salse realizzate con le uova non cotte. È meglio evitare di scambiarsi i bicchieri, così come i tovaglioli piuttosto che gli spazzolini. Nel momento in cui avete programmato un viaggio verso un paese in cui le condizioni igieniche sono piuttosto scarse, si consiglia di bere esclusivamente acqua in bottiglia. Al contempo, si suggerisce anche di evitare di consumare frutta e verdura crude e ghiaccio.

Gastroenterite acuta nei bambini cosa fare

Diarrea, vomito e febbre sono i sintomi della gastroenterite, ovvero una delle malattie più frequenti nei bambini.

A determinare tale condizione medica, ci sono sempre delle cause infettive, e gli agenti considerati i maggiori responsabili della gastroenterite sono: il Rotavirus ed il Norovirus, ma è stato possibile evidenziare casi provocati da batteri come la Salmonella e il Campylobacter.

Nelle linee guida per la gestione della gastroenterite acuta nei bambini, è stato possibile leggere che nella attuale società Europea di gastroenterologia, nutrizione pediatrica e patologie, tutti i bambini con età al di sotto dei tre anni, sperimentano una o due volte la gastroenterite, causando gravi preoccupazioni nei genitori.

Una delle domande più frequenti che le mamme si pongono di fronte alla gastroenterite è questa: la mia bambina ha la diarrea, cosa posso fare? Moltissimo di pende dall’età della piccola e dalle condizioni generali di salute. Se ha poco più di due mesi di vita e le scariche di diarrea non superano le 8 volte al giorno, è sufficiente la somministrazione della soluzione reidratante per via orale, mentre se la diarrea è accompagnata da vomito, la reidratazione orale è più complessa, perché la soluzione va somministrata un po alla volta con un cucchiaino, ed inoltre i genitori devono rivolgersi tempestivamente dal proprio medico, o al primo soccorso più vicino se la bambina ha meno di due mesi di vita e le scariche sono più di 8 al giorno.

Cosa mangiare durante una gastroenterite acuta?

Una corretta alimentazione e idratazione è sicuramente un buon viatico per guarire nel più breve tempo possibile. Sia il vomito che la diarrea provocano una notevole perdita sia di Sali minerali che di liquidi. Per riequilibrare tale perdita, è necessario bere una notevole quantità di acqua. Si consiglia di bere quantomeno due litri di acqua ogni giorno, cercando di prediligere l’acqua naturale e quella particolarmente ricca di sodio.

Le bibite gassate dovrebbero essere lasciate da parte, visto che possono provocare l’insorgenza di meteorismi, mentre l’alcol rende più semplice la disidratazione. Per non incorrere nel problema della nausea, si consiglia di bere l’acqua a piccoli sorsi. In caso contrario, infatti, si potrebbe favorire lo stimolo del vomito. Una volta che avrete raggiunto un buon equilibrio rispetto all’assunzione di liquidi ecco che si può riprendere a mangiare.

I primi giorni che seguono all’episodio di gastroenterite acuta sono chiaramente quelli più complicati dal punto di vista dell’alimentazione. Si suggerisce di suddividere il cibo in vari pasti nel corso della giornata. È meglio optare per pesce bollito, cotto a vapore, riso ben cotto, carne ai ferri, formaggi a pasta cotta, mele a pezzetti. Vanno bene anche le banane mature e fette biscottate con del miele oppure le gelatine di frutta. È importante che vengano evitate tutti quei cibi che sono particolarmente ricchi di fibra, che andrebbero a stimolare il passaggio intestinale.

Di conseguenza, è meglio stare lontani anche dai cereali integrali, dalla frutta e dalle verdure crude, così come dai legumi. Inoltre, nei tre giorni che seguono l’episodio di gastroenterite acuta, è bene evitare di fare delle abbuffate a tavola, ma è necessario riprendere in modo progressivo un’alimentazione normale.

Eventuali farmaci ed indicazioni

Come abbiamo già affermato, non ci sono farmaci contro la gastroenterite, anche quella virale, in quanto gli antibiotici non combattono i virus.

Può capitare però, specie nei bambini, che alcuni batteri approfittino della debolezza dell’organismo. In questo caso quindi, vengono prescritti degli antibiotici a seconda del batterio responsabile dell’infezione.

Vista anche la debolezza dell’organismo, questa terapia prevede uno stretto controllo medico. Si può prescrivere, in via generica, l’Ampicillina. Se il batterio responsabile è la Yersinia enterocolica o la Listeria, si prescrive la Doziciclina o la Penicillina.

La Ciprofloxacina viene prescritta quando, durante un viaggio in paesi a rischio, la gastroenterite è accompagnata da febbre tifoide, oppure è dovuta a Salmonella.

L’Eritromicina si prescrive per la gastroenterite virale con sovraccarico dovuto al Campylobacter.

Per gli Antidiarroici, la prescrizione è rara, in quanto non vi sono miglioramenti generali, anche se in alcuni casi si prescrive. Molto più utili invece sono gli antipiretici, come quelli a base di paracetamolo, che aiutano a combattere lo stato febbroso.

La gastroenterite virale può essere prevenuta grazie al vaccino, che contrasta il Rotavirus responsabile. Il vaccino contro questo virus è il Rotarix, che viene assunto per combattere tutte le infezioni che da questo dipendono. La somministrazione è per via orale, e può essere assunta anche dai neonati a rischio. A partire dalla sesta settimana, il neonato può essere sottoposto a due dosi, ad un mese di distanza dall’altra.

Un altro vaccino utile da utilizzare contro il Rotavirus è il Rotateq, anch’esso somministrato per via orale. Può essere monodose, ma per i neonati la somministrazione va separata in tre mesi. Anche qui bisogna attendere la sesta settimana prima della somministrazione ai neonati. Tutti i vaccini vengono presi in considerazione là dove vi sono dei fattori a rischio che potrebbero causare la gastroenterite virale.

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