Endocrinologia e metabolismo

Disturbi del ciclo dell’urea: patologie ereditarie e danni fin dalla nascita

I disturbi del ciclo dell'urea si caratterizzano per essere delle patologie di origine ereditaria che sono in grado di provocare delle problematiche per quanto riguarda l’espulsione dei rifiuti dell’organismo mediante le urine.

Tra le principali cause di tali anomalie genetiche troviamo certamente varie condizioni di stampo ereditario. Chi soffre di tale patologia, infatti, lamenta la mancanza di un gene che riesce a produrre tutti quegli enzimi che servono per limitare la presenza di ammoniaca nell’organismo. Tra le varie patologie che rientrano nella definizione generale di disturbi del ciclo dell’urea troviamo indubbiamente il deficit di carbamil fosfato sintetasi, la carenza di arginasi, la carenza di ornitina transcarbamilasi, la carenza di n-acetil glutammato sintetasi, la citrullinemia e l’aciduria argininosuccinica. Si tratta di disturbi che si verificano con una frequenza pari ad un neonato ogni 30 mila. La carenza di ornitina transcarbamilasi è indubbiamente la causa che si verifica con la maggiore frequenza, con un’incidenza più elevata nei maschi.

Il deficit ornitina transcarbamilasi è uno dei vari disturbi del ciclo dell’urea ed è una lacuna enzimatica che si può trasmettere sia in modalità recessiva oppure dominante. Nelle persone di sesso femminile, tale deficit enzimatico dipende essenzialmente dal livello di inattivazione che caratterizza il cromosoma X che comporta la mutazione. Per quanto riguarda la diagnosi, sono fondamentali gli esami dell’iperannoniemia e della cromatografia degli aminoacidi, che permettere di mettere in evidenza una notevole ipocitrullinemia, con un incremento contemporaneo di lisina, glutammina e alanina. La conferma di tale diagnosi si ottiene solamente mediante il dosaggio enzimatico sfruttando una biopsia epatica o intestinale. Per quanto riguarda la terapia, invece, spesso si fonda su una dieta ipoproteica molto rigida e con la somministrazione di integratori a base di arginina, citrullina, benzoato e fenilbutirrato di sodio. Nei casi di maggior gravità, qualche volta, si è ricorso con ottimi risultati a trapianto epatico.

Quali sono le principali cause

Ci sono sostanzialmente due tipi di iperammoniemia, ovvero quella primaria e quella secondaria. Nel primo caso viene provocata da delle alterazioni generiche del metabolismo, con degli enzimi che sono correlati con il ciclo dell’urea che non riescono a svolgere la loro funzione naturale. Nel secondo caso, invece, la causa deriva essenzialmente da delle alterazioni prettamente genetiche, che portano a delle problematiche congenite sul metabolismo intermedio, con un minore azione di enzimi che non fanno parte del ciclo dell’urea. L’iperammoniemia secondaria può essere sicuramente correlata anche a delle patologie, come ad esempio epatite, cirrosi, insufficienza epatica, delle infezioni virali acute, l’aver ingerito delle tossine, patologie epatiche, così come delle reazioni particolarmente gravi connesse a dei trattamenti farmaceutici. Sembra che, secondo alcune ricerche, i farmaci che vengono solitamente impiegati per il trattamento della leucemia potrebbero causare una condizione di iperammoniemia secondaria.

La definizione dell’acido orotico

L’acido orotico si caratterizza per essere spesso chiamato anche con il nome di vitamina B13, anche se non si è ancora capito se si possa considerare una vitamina e, di conseguenza, se tale dominazione possa essere ritenuta valida. La produzione dell’acido orotico avviene all’interno del corpo mediante l’azione dei citoplasmici, ovvero gli enzimi mitocondriali. I Sali contenuti all’interno di tale sostanza hanno la particolare caratteristica di rendere migliore la biodisponibilità dei minerali. L’acido orotico, infatti, presenta la particolare caratteristica di riuscire a correlarsi ai minerali, aumentandone la resistenza e consentendo di andare oltre il tratto digestivo. In questo modo, i minerali vengono assorbiti fino al 70% all’interno di zone del corpo che, in caso contrario, non riuscirebbero quasi mai a raggiungere. Ecco spiegato il motivo per cui in commercio c’è la possibilità di trovare tale acido all’interno di un gran numero di integratori. Spesso, l’acido orotico viene associati a sostanze come il litio, un minerale che viene usato piuttosto di frequente per la cura della depressione, ma anche per il trattamento del disturbo bipolare, emicrania ed eccesso di sodio.

Che cos’è l’argininsuccinico aciduria

Si tratta di un difetto di natura ereditaria appartenente ai disturbi del ciclo dell’urea, che è in grado di causare problemi come carenza di arginina e iperammoniemia. Tale patologia può svilupparsi sia durante la fase appena dopo il parto, provocando un coma iperammoniemico profondo, che in tanti casi può portare alla morte del neonato, oppure insorge nel corso dell’infanzia. Tra i vari segnali che possono permettere di individuare tale patologia troviamo ipotonia, deficit nello sviluppo, attacchi di vomito frequenti, anoressia e turbe del comportamento. Questa patologia ha la peculiarità connessa alla presenza di una trichorrexis nodosa dei capelli, causando anche un’importante manomissione della funzionalità dei reni per colpa di una fibrosteatosi, in tanti casi associata anche a ipertrigliceridemia. Si tratta di una patologia autosomica recessiva del ciclo dell’urea che viene provocata da un deficit dell’enzima ASL. La diagnosi è chiaramente correlata con l’individuazione dell’iperammoniemia e si basa anche sulla cromatografia degli aminoacidi urinari e del plasma, che permettono di visualizzare orotico.aciduria e il deposito in eccesso di ASA. Il trattamento include una dieta ipoproteica molto rigida che deve essere seguita a vita e la somministrazione di integratori di arginina.

Quali sono i difetti del ciclo dell’urea che causano iperammoniemia neonatale

L’iperammoniemia nei neonati insorge piuttosto di frequente in una forma decisamente acuta nei soggetti sani che, dopo qualche ora o giorno rispetto al parto, cominciano a soffrire di disturbi come ipotonia, suzione debole, letargia continua e convulsioni. Prima di cominciare qualsiasi tipo di terapia, è decisamente importante effettuare degli esami del sangue e analisi delle urine che consentano di ottenere una corretta diagnosi differenziale. Tra i principali difetti troviamo quelli della chetogenesi, ma anche quelli relativi alla B-ossidazione mitocondriale degli acidi grassi, così come dei disturbi che sono correlati con il ciclo della carnitina, senza dimenticare i disturbi della B-ossidazione mitocondriale degli acidi grassi che hanno una catena lunga oppure abbastanza lunga. Tra gli altri difetti che portano a tale problema troviamo quelli della B-ossidazione mitocondriale degli acidi grassi a catena media e corta. Per quanto riguarda le terapie d’urgenza, nel caso in cui l’eziologia sia sconosciuta, la prima cosa da fare è quella di abbassare rapidamente la concentrazione di ammonio, fino a riportarla a valori normali, ovvero al di sotto dei 50 mol/L.

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