Malattie

Colelitiasi: sintomi, diagnosi, complicazioni e cura

Le colelitiasi è una patologia che si manifesta con calcoli presenti nel dotto biliare, oppure nella cistifellea.

Il sintomo che viene avvertito più di frequente è la colica biliare. In ogni caso, si tratta di calcoli che non provocano dispepsia o alcun tipo di intolleranza alimentare. La colelitiasi può portare piuttosto frequentemente a delle conseguenze molto gravi, come la colecistite, la possibilità che il tratto biliare si occluda e insorgano delle infezioni, ma anche alla pancreatite. Nella maggior parte dei casi, l’individuazione di una colelitiasi avviene mediante un’ecografia.

Quali sono i principali fattori di rischio

Per la colelitiasi ci sono diversi fattori di rischio, tra cui il sesso femminile, l’avanzare dell’età, l’obesità, una dieta occidentale, un diminuzione di peso molto repentina, la predisposizione genetica e il far parte di un’etnia indiana o americana. Gran parte di tutti i vari disturbi che colpiscono le vie biliari sono legati ai calcoli biliari.

Quali sono i sintomi più ricorrenti nella colelitiasi

Nella maggior parte dei casi le donne che soffrono di colelitiasi non avvertono alcun sintomo. Solamente il 20% delle donne riporta dei sintomi riferiti alla calcolosi. Con il passare del tempo, i soggetti se ne accorgono per colpa di colangite, pancreatite-acuta o colecistite acuta. Tra i vari sintomi della colelitiasi troviamo sicuramente la colica biliare. In questo caso, il disturbo si presenta come un dolore all’ipocondrio destro, insieme o in alternativa all’epigastrio, che dura circa trenta minuti. Si tratta di un dolore particolarmente intenso che impedisce di svolgere qualsiasi tipo di attività e necessita dell’assunzione di appositi farmaci. Piuttosto di frequente, il dolore si manifesta di riflesso anche sulla spalla destra, mentre in altre occasioni ci possono essere anche altri disturbi come l’ipotensione, la febbre e il vomito. Un legame ancora più stretto è quello che intercorre tra colelitiasi e sindrome dispeptica con una particolare intolleranza verso i cibi fritti o che hanno un alto contenuto di grassi. Sia il fango che la sabbia biliare possono insorgere con la colica biliare e in rare occasioni direttamente con la pancreatite acuta.

Quali possono essere le complicazioni più comuni

Quali sono i sintomi più ricorrenti nella colelitiasi
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Le complicanze più normali nei pazienti con colelitiasi sono la litiasi del coledoco, la colecistite acuta, la colangite e la pancreatite acuta. La colecistite acuta calcolosa presenta, tra gli altri, due sintomi importanti, ovvero la febbre e la colica biliare, insieme anche ad un notevole incremento dei globuli bianchi. Il pericolo deriva dall’empiema della colecisti: in poche parole, la colecisti diventa un vero e proprio ascesso insito nell’addome e se la situazione non viene risolta prontamente, anche la vita del paziente stesso può essere a rischio.

Come deve essere effettuata la diagnosi?

Per indagare sulla presenza della colelitiasi, l’esame che viene fatto più di frequente è sicuramente l’ecografia epatica. Questa particolare ecografia consente prima di tutto di riscontrare la presenza o meno dei calcoli, ma al tempo stesso anche di osservare le condizioni della parete della cistifellea e il parenchima epatico che si trova vicino. L’ecografia epatica si può ripetere ed è molto sicura: quando viene portata a termine da un operatore competente è in grado di garantire ogni tipo di dato e informazione per curare questa patologia. Sia la TAC che la Colangiografia con Risonanza Magnetica sono delle tecniche più avanzate dal punto di vista tecnologico, ma che non permettono di aggiungere altre informazioni rispetto a quelle ricavate tramite la normale radiografia. Questi due ulteriori esami si possono effettuare per osservare le complicazioni, soprattutto quelle relativi alla calcolosi relativa alle vie biliari.

Come si può curare la colelitiasi?

Fino a poco tempo fa, tutti i vari pazienti che soffrono di colelitiasi asintomatica dovevano seguire un follow up di attesa, mentre solamente i casi sintomatici erano trattati con soluzioni terapeutiche, chirurgiche oppure mediche. Adesso questo schema si sta radicalmente modificando, soprattutto per merito dei netti miglioramenti ottenuti sotto l’aspetto delle tecniche chirurgiche e anestesiologiche. L’incremento della vita media è un altro fattore che va a favore dell’intervento chirurgico. Dobbiamo sottolineare, in ogni caso, come un intervento chirurgico di colecistectomia in tutti quei soggetti che soffrono di coliche biliari, spesso ha come effetto quello di risolvere completamente queste ultime, ma non riesce a fare altrettanto per quanto riguarda i sintomi dispeptici che si manifestano poco tempo prima di affrontare l’intervento.

Dieta da eseguire in presenza di colelitiasi

Come sappiamo l’alimentazione gioca un ruolo importantissimo quando si tratta della nostra salute. Una corretta alimentazione in presenza di colelitiasi può ridurre gli episodi dolori delle coliche biliari, ed inoltre in concomitanza di una cura farmacologica, migliora l’efficacia medica. La persona affetta da tale patologia deve preferire pasti piccoli da frazionare nel corso della giornata, in maniera tale da migliorare la motilità della colecisti e ridurre di conseguenza il rischio di sovrasaturazione del colesterolo nella bile. Come prima cosa bisogna assumere un quantitativo sufficiente di liquidi per favorire l’idratazione, e prediligere pasti semplici da cucinare al vapore, alla griglia, ai ferri, al cartoccio oppure al forno. Un’alimentazione sbilanciata e ricca di grassi, potrebbe peggiorare lo stato di salute. Si possono consumare cibi che aiutano a favorire il transito intestinale e gastrico a base di fibre vegetali, come frutta e verdura ed è vietato invece il consumo di bibite gassate ed alcol.

Colelitiasi ed alimentazione

Dieta da eseguire in presenza di colelitiasi
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L’alimentazione in presenza di colelitiasi prevede alcune regole ferree e l’abolizione di determinati cibi. Come prima cosa si devono evitare pasti abbondanti ricchi di grassi animali, fritture, insaccati, intingoli e uova. Tutte le bevande ricche di zucchero compresi i succhi di frutta non devono essere consumati, così come alcolici e super alcolici, mentre si possono mangiare legumi, frutta, verdura, carne bianca e rossa ( vitello, pollo, tacchino), tutti i pesci di acqua dolce, ricotta di mucca e di pecora, mozzarella, provola affumicata, caciottina, sottilette light, e tutti i formaggi che contengono circa il 20% di grassi. Per il dolci bisogna prestare attenzione e non abusarne, ma si possono consumare gelati, crepes e marmellata. Sono consentiti il prosciutto dolce, la bresaola, la pasta di grano duro e le salsicce di cinghiale.

Cure naturali per i calcoli biliari

Uno dei rimedi naturali più efficaci in presenza di calcoli biliari è la cura mediante prodotti fitoterapici. Per contrastare i fastidi si può utilizzare la piscidia da somministrare come estratto secco e che grazie alle sue proprietà antispastiche, rilassa i muscoli addominali. Anche il boldo utilizzata come colagogo, è pianta tipiche della tradizione ancora molto utilizzata e che rientra a far parte della Farmacopea Ufficiale e viene utilizzate come estratto fluido. Anche i consumo di carciofi è indicato in presenza di calcoli biliari, perché ha proprietà coleretiche innumerevoli e favorisce la produzione di sali biliari nel fegato. Il tarassaco che è una pianta diuretica, è particolarmente indicata per disintossicare l’organismo e se utilizzato in dose eccessive potrebbe causare elevata motilità intestinale.

Che cos’è la coledocolitiasi

Quando i calcoli si manifestano all’interno del coledoco tale condizione prende il nome di coledocolitasi, che si evidenzia con delle manifestazioni tipiche della patologia, ed alcune volte si palesa con un sintomo unico che da origine a coliche biliari provocate dal passaggio del calcolo o di più calcoli della colecisti verso il dotto cistico. A causa delle contrazioni ripetute, il paziente avverte forte dolore addominale che pian piano tende a localizzarsi nel quadrante destro e che può durare anche diverse ore, estendendosi anche verso la scapola. Oltre ai sintomi tipici della colica, si possono manifestare anche dei segnali caratteristici come la nausea ed il vomito. Anche l’ittero ostruttivo rientra a far parte dei possibili sintomi della coledocolitasi. Sono possibili inoltre quadri clinici senza sintomi, che si possono manifestare però in un secondo tempo con ulteriori complicanze come l’irritazione chimica, provocata dal contatto della mucosa con la colecisti e con la bile che ristagna e dare luogo di conseguenza ad infezioni batteriche.

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