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Arvenum: farmaco per varici, capillari e complicanze flebitiche

Arvenum è un prodotto farmaceutico che fa parte della categoria dei vasoprotettori. Si tratta di un farmaco che viene utilizzato soprattutto per contrastare tutti quei sintomi che sono legati all’insufficienza venosa, così come quando bisogna curare anche condizioni di fragilità a livello capillare.

La fragilità capillare è un problema molto diffuso, specialmente nelle donne. Le cause di origine possono essere numerose, benigne o patologiche. Spesso coesistono predisposizioni genetiche, deficit nutrizionali (in particolare di vitamina C e avitaminosi P), temporanee alterazioni ormonali (gravidanza, fase premestruale) e scorrette abitudini comportamentali. Meno numerose sono invece le donne che soffrono di fragilità capillare per motivi di carattere patologico. La fragilità capillare si manifesta con macchie rosso – violacee superficiali a livello di cute e mucose più o meno estese, soprattutto su viso e gambe. Tale quadro, denota una condizione chiamata “porpora”, in cui le manifestazioni emorragiche tendono ad insorgere spontaneamente o dopo traumi di minima entità.

Cos’è l’insufficienza venosa

L’insufficienza venosa è una condizione patologica dovuta ad un difficoltoso ritorno del sangue venoso al cuore. Può essere correlata ad alterazioni patologiche delle vene o a sovraccarichi funzionali a cui sono sottoposte. Sono considerati fattori di rischio per insufficienza venosa il sovrappeso, l’età avanzata, la gravidanza, la familiarità, la ritenzione idrica, l’uso di contraccettivi ormonali, la stitichezza e lo svolgimento di una professione che fa stare molte ore in piedi ed immobili. I sintomi sono piuttosto variabili: alcuni pazienti lamentano un semplice gonfiore a livello delle gambe, mentre per altri il disturbo può diventare perfino invalidante, fino a compromettere seriamente la qualità della vita.

La cura per le emorroidi

Le malattie emorroidarie rappresentano una condizione patologica strettamente collegata con il sistema nervoso a livello del retto. Sono tante le persone che devono fare i conti con questo fastidioso problema. Sembra che almeno il 90% delle persone, almeno una volta nella vita, ha dovuto affrontare questo tipo di complicazione. Le emorroidi possono spesso incrementare di volume e portare anche ad un prolasso, senza dimenticare trombi e sanguinamenti. In questi casi si suole proprio parlare di patologia emorroidaria, i cui sintomi principali sono dolore, prurito, sanguinamento e bruciore. La duplice azione di Arvenum, sulle vene e sui capillari, risulta essere particolarmente benefica in tutti quei pazienti che soffrono di tali disturbi emorroidari.

Cosa sono i vasoprotettori

I farmaci vasoprotettori hanno in genere una buona efficacia sul controllo del senso di pesantezza degli arti inferiori. Servono a rinforzare l’elasticità dei vasi e ridurre il gonfiore alle gambe. Tra le piante medicinali che svolgono tale attività sono da segnalare: la centella asiatica, la vite rossa, il pungitopo ed il mirtillo.

Arvenum agisce aumentando il tono venoso sia a livello delle vene, diminuendo la sensibilità e riducendo le stasi, sia a livello della microcircolazione, normalizzando la permeabilità ed aumentando la resistenza capillare.È particolarmente indicato nel trattamento dei sintomi dell’insufficienza venosa prima delle vene varicose.

Modalità d’uso

È preferibile assumere due compresse rivestite con film al giorno al momento dei pasti. Durante la crisi emorroidaria la dose giornaliera può essere incrementata fino a 6 compresse nei primi 4 giorni e 4 compresse nei successivi 3 giorni.

Quali sono i possibili effetti indesiderati

Esattamente come ogni tipo di farmaco, anche Arvenum presenta dei possibili effetti collaterali. Non ogni paziente li subisce. Esistono, però, degli effetti indesiderati che possono manifestarsi comunque con maggiore frequenza in confronto ad altri. Raramente si possono verificare degli episodi come malessere, cefalea e vertigini. Dal punto di vista gastrointestinale, invece, gli effetti collaterali maggiormente diffusi corrispondono al vomito, nausea, diarrea e dispepsia. Per quanto concerne gli effetti collaterali legati alla cute e al tessuto sottocutaneo, i casi sono molto rari. Nello specifico si possono segnalare episodi di rash cutaneo, prurito e orticaria, ma che insorgono davvero con grande difficoltà.

Se si manifestano uno o più effetti indesiderati, compresi quelli non in elenco, è opportuno rivolgersi al medico, al farmacista o all’infermiere.

Conservazione e scadenza

È fondamentale che questo prodotto farmaceutico non venga mai usato dopo che è trascorsa la data di scadenza che viene riportata sulla confezione. Ovviamente, quest’ultima è strettamente legata al prodotto totalmente integrato e conservato secondo quanto suggerito. Una volta scaduto, non bisogna buttarlo nell’acqua dello scarico piuttosto che nei rifiuti di casa.

Arvenum assunto durante gravidanza e allattamento

In caso di gravidanza e allattamento è opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale. La sicurezza del farmaco in gravidanza non è stata determinata, pertanto + opportuno non somministrare il prodotto durante la gravidanza. In assenza di dati sull’escrezione nel latte, il trattamento deve essere evitato durante l’allattamento.

Composizione per 1 compressa

Una compressa di Arvenum contiene: frazione flavonica purificata, micronizzata 500 mg. (diosmina 450 mg, esperidina 50 mg), Carbossimetilamido sodico, cellulosa microcristallina, gelatina, glicerina, ipromellosa, sodio laurilsolfato, ossido di ferro giallo E 172, ossido di ferro rosso E 172, titanio diossido, macrogol 6000, magnesio stearato, talco.

Scadenza e conservazione

Per la scadenza vedere la data di scadenza indicata sulla confezione. Attenzione a non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione. La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente conservato. I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più.

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