Alimentazione e Sonno sono collegati?

L’uomo troppo a lungo, più di 18 ore, può avere un possibile deterioramento delle funzioni cognitive. Senza un’adeguata nutrizione e idratazione, perché seppur carichi di tanto affetto i biscotti lasciati in dono la sera della Vigilia di Natale non possono soddisfare a pieno le esigenze in fatto di alimentazione, così come vino o latte.

Essere Babbo Natale è difficile, ma dalla scienza arrivano consigli utili. Nel numero di Natale di The BMJ, due medici, il chirurgo Peter Brennan e la radiologa Rachel Oeppen, riflettono sul tema e avanzano dei suggerimenti. “È risaputo che pause regolari così come un’adeguata idratazione e nutrizione – scrivono – durante il lavoro sono fondamentali per mantenere le prestazioni e la sicurezza“.

La fisiologia del per l’uomo

In qualità di caposquadra, Babbo Natale si assicura che le sue renne abbiano e cibo mentre consegna i regali. il modo in cui riesce a far funzionare tutto in sicurezza però rimane un mistero. Oltre al fondamentale apporto alla tutela del nostro benessere proveniente dalla conoscenza della fisiologia del sonno, notevole importanza. Infatti, ricopre l’approfondimento verso le patologie del sonno che genericamente vengono classificate come: le insonnie, le parasonnie, le ipersonnie. Si calcola che attualmente circa un quarto della popolazione sopra i 40 anni abbia una qualità del sonno inadeguata. Se si tiene conto di questa elevata prevalenza e del fatto che dormire male non è solo un problema confinato alle ore notturne ma ha un importante ruolo nel compromettere la qualità di vita diurna ed il funzionamento globale dell’individuo, si può comprendere l’importanza di una sensibilizzazione verso il sonno, non solo sul piano teorico, ma anche su quello clinico (G. Coccagna., 2000).

La

In vista delle vacanze natalizie bisogna attuare la teoria del recupero. Secondo questa teoria il Sonno avrebbe la funzione di ristorare l’organismo. In particolare il Sonno avrebbe una funzione di recupero sull’organismo durante le fasi NREM e di recupero (svolgendo un ruolo di riprogrammazione genetica dei comportamenti innati) e fissazione della memoria (facilitando l’incorporazione di nuovi comportamenti appresi in veglia) durante le fasi REM (Block V. et Al., 1981; Gigli GL. et Al., 1985).